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Che cos’è la sindrome di Munchhausen

In genere, a nessuno piace andare in ospedale e tutti preferiscono senza dubbio star bene piuttosto che essere malati. Ma vi sono persone che non desiderano altro che essere ricoverate e non fanno che studiare il modo per convincere i medici di essere molto ammalate. Queste persone si inventano gravi e drammatiche malattie e arrivano fino a mutilarsi e a ostacolare i procedimenti diagnostici. Possono esser state ricoverate infinite volte, aver consultato innumerevoli medici e persino aver subìto delle operazioni. Il loro comportamento è incomprensibile. Possono prendere l’insulina per abbassare il tasso di zucchero nel sangue, sputare sangue previamente nascosto in un recipiente do gomma tenuto in bocca o iniettarsi delle feci per provocare un ascesso. Gli psichiatri chiamano questo comportamento “sindrome di Munchhausen”.

Non bisogna confondere questo tipo di malati con gli ipocondriaci, che ritengono in buona fede di essere ammalati, né con i simulatori che si inventano la malattia e hanno uno scopo ben preciso: sottrarsi a particolari impegni come il servizio militare. La cosa che colpisce di più nella sindrome di Munchhausen è la mancanza di qualsiasi precisa motivazione. È stato teorizzato che le persone affette da questa sindrome non sono così disponibili alle sofferenze autoprocurate come se fossero degli infelici, impegnati in una disperata ricerca di comprensione. Si è piuttosto sospettato che il movente dei pazienti sia l’ostilità: essi approfittano dei medici per vendicarsi, indirettamente, delle persone che li hanno delusi quando erano piccoli. Questi malati sono spesso persone che hanno avuto per tutta la vita difficoltà a stabilire degli stretti legami con gli altri e molti di essi hanno provato privazione e brutalità.

È stato calcolato che, soltanto negli Stati Uniti, 4.000 persone l’anno, la maggior parte delle quali gli uomini tra i 20 e i 30 anni, dedicano la loro “energia” ad ingannare i medici. Un paziente è arrivato a dire di essere ricoverato in ospedale 400 volte in 25 anni!

Le più frequenti forme di “simulazione”, all’incontro, sono state osservate nelle caserme e nelle prigioni, in entrambi i casi per sottrarsi a una disciplina mal tollerata. Sono note certe pratiche come quella di mettersi sapone e tabacco sotto l’ascella per farsi venire la febbre o quella di far colare gocce di acido solforico nell’orecchio per provocare l’occlusione del condotto uditivo. Il ricovero in infermeria risolve così alcuni problemi personali.

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