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Ernia iatale: cause, sintomi e cure

L’ernia iatale è una patologia legata allo stomaco e che causa la risalita di parte di esso verso la cavità toracica. Ne esistono diversi tipi, così come diversi sono i sintomi. Leggi l’articolo per saperne tutto!

I diversi tipi di ernia iatale sono tre. L’ernia iatale da scivolamento è quello più comune: l’ernia va su e giù, entrando e uscendo dalla cavità toracica, ma solitamente non causa problemi né sintomi date le dimensioni ridotteL’ernia iatale fissa causa il blocco della parte superiore dello stomaco nella cassa toracica. I sintomi non sembrano essere preoccupanti ma potrebbero esserci problemi all’esofago.

L’ernia iatale complicata o mista è il tipo più raro, perché l’ernia può avere varie forme, fino al punto in cui lo stomaco forma un’ernia all’interno della cassa toracica. Questa tipologia spesso prevede la necessità di un intervento chirurgico.

L’ernia iatale in genere non comporta sintomi: essi dipendono dal reflusso esofageo. In caso di sintomi, il più presente è l’eruttazione: dato che una parte dello stomaco risale, tende ad accumularsi molta aria con conseguenti dolori. Nei casi più gravi, il fastidio può arrivare a manifestarsi come infarto miocardico o con la comparsa di extrasistole, spesso dopo i pasti.

Tra le complicazioni associate al disturbo, si parla di bruciore di stomaco cronico ed esofagite da reflusso, anemia (causa sanguinamento dell’esofago) o ulcere e restringimento dell’esofago (con difficoltà nella deglutizione). Non esistono cause certe ma ci sono vari fattori che predispongono un soggetto: l’obesità, la cattiva postura, la tosse frequente, lo sforzo fisico costante, l’età avanzata, i difetti congeniti e cattive abitudini come il fumo.  

Per un diagnosi occorre effettuare una radiografia dell’apparato digerente superiore o un’endoscopia. Bisogna ingerire un liquido per rendere visibili in contrasto lo stomaco, l’esofago e il duodeno. L’endoscopia prevede l’inserimento diretto nello stomaco di un tubicino, dotato di microcamera, via bocca. Alternative sono la misurazione del pH del contenuto esofageo o della pressione interna dell’esofago.

Tra le dritte, ricorda di masticare con calma per contenere i rigurgiti; evita sostanze come nicotina, caffeina, cioccolato, cibi grassi, menta, alcol e bibite gassate. Consuma latte fermentato, kefir e yogurt naturale con probiotici; in abbondanza anche nespole, albicocche, frutti di bosco, asparagi, patate dolci americane al forno e mango. Raccomandati tanti piccoli pasti.

 

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