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Metodo di OGINO-KNAUS

Il metodo di Ogino-Knaus è lo studio dei giorni fecondi e infecondi della donna rispetto al ciclo mestruale. L’applicazione di tale teoria al fine di praticare rapporti sessuali che, sfruttando i periodi infecondi della donna, non determinino uno stato di gravidanza,non è rigorosamente esatta, presentando delle variabilità imprevedibili nell’attuazione pratica. Si premette che:

  1. a) il calcolo non va applicato se non è stato determinato con sicurezza il tipo (lunghezza, periodicità, ecc…) del ciclo mestruale che è diverso per ogni donna;
  2. b) il calcolo vale solo per le donne sane e non ha alcun valore nel climaterio, nella pubertà, dopo un parto e un aborto, durante l’allattamento, nel corso di gravi stati morbosi o quando siano in atto delle cure ormoniche.

Premesso questo si deve ricordare l’ovocita viene espulso dall’ovaio durante il periodo che va dal 12° al 16° giorno precedente la successiva mestruazione. L’ovocita, espulso dall’ovaio, ha un periodo germinativo (ossia periodo nel quale può essere fecondato) di non più di due ore. D’altra parte il periodo di fecondità dello spermatozoo è di circa 48 ore dal momento della sua immissione nei genitali femminili. La fecondazione sarebbe dunque possibile solo quando il coito avviene entro le 48 ore che precedono l’ovulazione. I giorni fecondi della donna sono quindi otto: cinque nei quali si compie l’ovulazione, più tre circa nei quali gli spermatozoi conservano il loro potere fecondante. Si deve aggiungere un altro giorno quale margine di sicurezza. Nei casi normali dovrebbero quindi essere sufficienti otto-dieci giorni di continenza la mese per evitare un concepimento e quindi una gravidanza indesiderata.

Per stabilire però con esattezza il periodo di ovulazione bisogna ricordare che il ciclo mestruale si calcola dal primo giorno di una mestruazione fino al giorno  che precede la successiva. È necessario poi tener presenti le oscillazioni dei cicli in rapporto ai loro anticipi e ritardi e indicare numericamente, dopo un periodo di osservazione di almeno un anno, i giorni di durata del ciclo mestruale più breve e quello più lungo. Si calcolerà infine l’ampiezza delle oscillazioni, cioè il numero dei giorni di differenza tra la lunghezza del ciclo più lungo e quello più breve.

Concludendo si ha che, nel ciclo mestruale, il primo giorno del periodo fecondo è indicato  dal numero ottenuto sottraendo dal numero dei giorni del ciclo più corto il numero 18. L’ultimo giorno fecondo si ottiene sottraendo dal numero dei giorni del ciclo più lungo il numero fisso 11. Tutti gli altri giorni sono da considerarsi infecondi.

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